Federico Dalle Mule dai colori su carta ai colori sui dolci, un artista a tutto tondo raccontato dal modello Pier Pellencin.

Seconda intervista per il presentatore del Format Top Food ideato dal manager Mauro Col, Pier Pellencin ci racconta un personaggio dall’animo artistico e delicato.

Tutti abbiamo in noi un lato creativo. Ognuno sente il bisogno di esprimere ciò che accade dentro di se, e trovare il modo di comunicarlo agli altri. Chi recitando, alcuni suonando, altri cucinando, dipingendo,  posando su un set fotografico e molto altro ancora. Per questo esistono infinite forme d’arte, perché tutti possano avere la possibilità di aprire le porte del proprio mondo per farlo conoscere a chi sta fuori.

Federico Dalle Mule, ragazzo di 20 anni originario della provincia di Belluno, conosciuto nel Feltrino per il suo talento pittorico, ha scoperto di avere questa spiccata vena artistica già da piccolo, quando a scuola faceva i suoi primi disegni, semplicemente perché lo trovava una valvola di sfogo per scappare dal mondo che lo circondava e che a volte diventava troppo oppressivo. L’arte permette di viaggiare, in altri mondi, nei sogni e nelle paure, ma ci apre le porte delle emozioni.
La sua carriera professionale nasce ,però, a 16 anni, quando frequenta il suo primo corso di acquerello. Prima ha sempre dipinto da amatore, suscitando l’interesse dei pittori e scultori locali con i quali si confrontava e che avevano già notato in lui questo talento.

La svolta avviene con il Maestro Angelo Gorlini, pittore di fama nazionale e internazionale, presidente dell’associazione acquerellisti italiani e fondatore di una scuola, che lo avvicina al meraviglioso mondo della pittura.
Nata quasi per caso questa passione per i colori, non l’ha più lasciato.
Si lancia subito nel mondo degli artisti locali, che lo accolgono a braccia aperte pieno di voglia di trasmettergli la loro passione. A soli 16 anni inaugura la sua prima mostra personale, alla quale fanno visita già molte persone incantati dal suo spirito libero e innovativo e incuriosito dalla giovanissima età. Per molti solo l’inizio, ma per lui ha rappresentato un traguardo enorme: poter rendere tutti partecipi finalmente dell’immenso mondo che c’è in lui, fatto di colori, emozioni, paure , gioie e dolori.
Grazie alla scuola ha la possibilità di esporre già da subito alla biennale di Fabriano, “Fabriano in acquerello “ che si tiene ogni due anni nella patria della carta e degli artigiani del preziosissimo materiale che funge da supporto all’arte dell’acqua e del colore.
Nel periodo che segue le soddisfazioni sono enormi, non smette un secondo di sognare, di dipingere e di posare il pennello, e ha la possibilità di esporre  collettive e non in tutta la provincia e fuori sede con riscontri molto positivi. I suoi quadri girano in tutto il veneto, da Feltre a Castelfranco, arrivando fino a Milano e in Francia. Le critiche arrivano anche dai colleghi artisti che invece di essere gelosi lo vedono come un “cucciolo” da allevare e gli danno la possibilità di imparare dalla loro enorme esperienza. Non smetterà mai di ringraziare il pittore Walter Bernardi e lo scultore Franco Vergerio per avergli dato la possibilità di esporre numerose volte con loro, anche se nel suo cuore rimane sempre il suo maestro.
Il rischio è ciò che gli fa provare il brivido di dipingere con questa tecnica: l’errore non è ammesso, tutto rimane sulla carta, impresso per sempre, indelebile.

A volte sei è costretti a gettare il quadro perché non si sono rispettati i giusti tempi, ma quale miglior sfida esiste se non quella contro se stessi? Gettato un foglio è sempre pronto a rimettersi in gioco per crearne un altro, fino a raggiungere l’obiettivo.
“La meraviglia dell’acqua che trasporta il colore, seguendo la via naturale della carta, è pura emozione, bisogna solo saperla ascoltare e guidare verso l’obiettivo. È proprio questa la magia dell’acquarello” . Assoluta libertà è il suo credo, l’ispirazione arriva quando meno la si aspetta. Spesso i pittori sentono il bisogno di dipingere per sfogo, in mondo da canalizzare e liberarsi delle emozioni negative, delle ansie e dei momenti di malessere, lui ha imparato a trovare ispirazione anche dai momenti di gioia e felicità, e i colori parlano chiaro: cambiano a seconda dello stato d’animo, sono lo specchio dell’anima, per questo motivo fa notare che noi “non siamo condannati a vivere nella tristezza, i momenti più felici sono i più belli da essere rappresentati” .

Il suo lato artistico non si ferma qui, non ha mai voluto che la sua passione diventasse il suo lavoro perché l’avrebbe sicuramente persa, ben altro infatti ha scelto per il suo futuro. Mai come ora il sogno di diventare pasticcere è così vicini alla realizzazione. La sua vera natura è questa: voler imparare ad emozionare le persone attraverso le sue creazioni, non solo visivamente ma anche prendendole “per la gola”. L’amore per la pasticceria l’ha portato a cambiare totalmente vita. Dopo il liceo linguistico, ottenuto il diploma, ha deciso di seguire i propri sogni: iscriversi alla scuola Internazionale di Cucina Italiana, l‘ALMA, del grandissimo maestro Gualtiero Marchesi, padre della nuova cucina italiana, presso la reggia di Colorno in provincia di Parma. Quasi subito  è stata accettata la sua domanda d’ iscrizione, al contrario delle aspettative , ha scalato la lista d’attesa partecipando al corso base di pasticceria che gli avrebbe permesso di frequentare quello avanzato, successivamente. L’amore per quest’arte non ha fatto che aumentare di giorno in giorno, di settimana in settimana, miglior studente del corso ha avuto subito accesso al corso superiore di pasticceria.


Per lui la scuola è un posto magico, dove tutto può accadere e dove ogni studente è seguito dalla mattina alla sera perché per chi è qui il mestiere del pasticcere non è solo un semplice lavoro ma un’arte. Qui non ci si capita per caso, alcuni requisiti sono necessari, perché i corsi sono intensivi e la concentrazione dev’essere sempre al massimo: non tutti ce la fanno.

È una scuola di vita, si impara a crescere non solo professionalmente , ma  come persone, perché è la passione che spinge a lottare e continuare  questo percorso. Il vanto della scuola sono le  materie prime di prima qualità per creare prodotti di alta pasticceria, la possibilità di poterle utilizzare da studenti, e soprattutto  conoscere pasticceri di altissimo livello, campioni del mondo e non, che cercano di trasmettere le proprie conoscenze agli allievi.
“È emozionante poter parlare con loro, condividere le proprie esperienze, e ogni tanto i complimenti arrivano anche dagli chef per le nostre creazioni. 
Nonostante gli esami richiedano molta preparazione, i risultati eccellenti sono arrivati. Risultati che l’hanno portato ad avere la possibilità di trascorrere il suo periodo di stage nella pasticceria più invidiata d’Italia, la pasticceria Veneto del maestro Iginio Massari, dove ha l’onore di collaborare con la sua brigata alla realizzazione di veri e propri gioielli.
Cosa ci manca? La musica, a chiudere il cerchio ha suonato per anni il flauto traverso nella Filarmonica di Lentiai, canto del comune d’origine è conosciuta anche all’estero, e in alcuni gruppi giovanili. Nel tempo libero si diletta con la fisarmonica del nonno, un giorno si è presentato a casa dicendogli ” e venuto il momento che tu impari a suonarla”.
La sua vita privata è il suo tesoro più grande, che custodisce al riparo da malelingue, critiche e giudizi , che purtroppo menti troppo chiuse non approvano.

Tutto ciò non potrà mai interferire con il suoi sentimenti e l’amore per la persona che è al suo fianco…ma questa è un’altra storia.

Per vedere le foto delle opere di Federico dalle Mule clicca sulla gallery alla fine dell’articolo.

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Federico Dalle Mule dai colori su carta ai colori sui dolci ultima modifica: 2017-09-12T08:30:40+00:00 da Ramona Allegri

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